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Via libera alla patata transgenica

Disco verde della Commissione europea alla patata transgenica Amflora, per uso industriale. Stop alla moratoria che durava dal 1998Sì anche all'importazione di mais Ogm non coltivato in Europa

  Sì alla patata modificata   Bruxelles apre agli Ogm Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora, per uso industriale nonché l'utilizzo dei prodotti dell'amido della stessa come mangime. Una decisione che pone fine alla moratoria in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni.
 
Il via libera sarà accompagnato dal lancio del dibattito politico sul futuro del dossier degli Ogm nell'Ue seguendo la linea del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il quale ha dichiarato nelle scorse settimane "di non voler imporre la coltura degli Ogm in Europa". Oltre alla patata Amflora, che è stata autorizzata per la coltura e per l'alimentazione degli animali, sono state approvate anche altri
tre nuove varietà di mais Ogm, tutte destinate all'importazione e la commercializzazione per l'alimentazione degli animali.

AIAB: "LA PATATA TRANSGENICA POTREBBE ESSERE RISCHIOSA PER L'UOMO. PREOCCUPANTE L'IMMOBILISMO DI ZAIA"

"Gli europei vogliono altro che patate ogm. A chi risponde la Commissione Ue? Alla multinazionale Basf o ai cittadini europei?" Andrea Ferrante, presidente dell'Associazione Italiana Agricoltura Biologica esprime così l'indignazione per la notizia del via libera della Commissione Europea alla coltivazione di un tipo di patata Ogm e di tre varietà di mais trangenici.
In particolare la patata Amflora, contiene un gene "marker" che le conferisce particolare resistenza a un antibiotico importante per l'uomo, che serve anche per la cura della tubercolosi. "I rischi per la salute umana potrebbero essere elevati. Ci chiediamo come sia possibile che a fronte di così tante incognite e contro il parere della stragrande maggioranza dei cittadini europei, la Commissione Ue continui a fare gli interessi delle multinazionali biotech", dice Andrea Ferrante, che aggiunge: "E non dimentichiamo che appena poche settimane fa il Consiglio di Stato italiano si è espresso a favore della coltivazione di  mais Ogm in Italia. Se il governo e il ministro dell'agricoltura Zaia non si muovono urgentemente, ad aprile avremo i primi campi coltivati a Ogm nel nostro paese, col altissimo rischio di contaminazione accidentale?".
L'Aiab dunque esorta il ministro Zaia ad intervenire a livello italiano, e si dichiara oltremodo preoccupata per il suo immobilismo di fronte agli ultimi preoccupanti avvenimenti sul fronte Ogm.


 

 

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